Trattamento a fasi nella EMI Therapy

Per lungo tempo la pratica clinica ha utilizzato un modello a tre fasi per il trattamento del trauma e dei disturbi dissociativi.

Lo sviluppo di questo modello trifasico, risale a Janet (1919/1925). esso rappresenta un metodo standard di cura in ragione della sua efficacia con pazienti traumatizzati e con un disturbo dissociativo ” in particolare con i soggetti affetti da DID” .

Esso è anche stato approvato dalle International Society for the Study of Dissociation (ISSD, 2005). Da Janet ad oggi ci sono state ulteriori integrazioni ed interpretazioni del modello originale, ad esempio Herman (1992) afferma che il compito della prima fase è quello si stabilire la sicurezza; la seconda fase affronta il ricordo e il lutto mentre, la terza fase ha il compito di riconnettere il paziente con la vita. Un ulteriore integrazione di questo è il SARI model di Frederick e Phillips (1995, 2000). Altri modelli di trattamento come l’EMDR, Somatic Experience ed Ego State Therapy, contengono in sé il trattamento a fasi, precedentemente descritto.

Nella EMI Therapy, pur avendo molti punti in comune con l’EMDR, abbiamo preferito mantenere l’originalità del trattamento a fasi descritto da Frederick e Phillips (1995,2000), qui di seguito elencate:

  • Stabilizzazione
  • Accesso e Attivazione delle risorse
  • Risoluzione dei sintomi e Rinegoziazione
  • Integrazione e nuova identità

Clicca qui per scaricare l’infografica

Protocolli Terapeutici Integrati nella EMI Therapy

Lo psicologo clinico è chiamato ad indirizzare la propria pratica verso l’appropriatezza, l’efficacia e l’efficienza, mediante l’organizzazione dell’assistenza psicologica secondo modelli o “processi integrati”.

La valutazione e la decisione dell’ azione clinica, devono essere fondate sulle conoscenze prodotte dalla ricerca e su adeguati indicatori e standard qualitativi, essi possono essere articolati in strumenti di intervento quali ad esempio : linee-guida, raccomandazioni, percorsi clinici di sostegno, counseling, cura e riabilitazione.

Leggi tutto

Libro EMI di Elton Kazanxhi e Diego Ricci, Prefazione di Minnie Loubser

Elton Kazanxhi e Diego Ricci scrivono un nuovo libro riguardo alla terapia EMI,un libro per tutti i psicologi che amano l’integrazione psico corporea.Di seguito una prefazione dal libro a cura di Minnie Loubser Trainer Ufficiale della EMI Italy. L’Eye Movement Integration (EMI) è come la bacchetta magica cheho sempre desiderato”, mi ha detto recentemente uno dei mieicolleghi. “L’EMI è come un miracolo che mi ha salvato dall’ansia cheho sofferto per 60 anni”, ha detto un cliente. In questo libro Elton eDiego paragonano l’EMI ad un “coltellino svizzero”.

Leggi tutto

Eye Movement Therapy nelle fobie specifiche Protocollo Integrato

Una fobia è una paura marcata nei confronti di un elemento specifico (oggetto, situazione, animale, luogo, ecc.) sproporzionata, sempre presente e spesso irrazionale rispetto alle paure comuni.
Si tratta di un processo che si instaura nella persona facendole provare stati di ansia e terrore spropositati nei confronti dello stimolo fobico (il particolare elemento che causa la paura), tanto da farle mettere in atto comportamenti di evitamento delle situazioni nelle quali è probabile trovarsi faccia a faccia con lo stimolo.

Leggi tutto

L’ affetto ponte: la tecnica ipnoterapeutica usata in EMI & EMDR

L’ affetto ponte ” è una tecnica in base alla quale un paziente viene spostato esperienzialmente dal presente a un trauma del passato.

Al paziente in trattamento con EMI /EMDR /Ipnoterapia viene quindi chiesto di tornare ad alcune precedenti esperienze durante le quali si è sentito malato o in cui ha sentito per la prima volta quel’ emozione e di rivivere l’evento associato.

Leggi tutto

Trauma relazionale & EMI Therapy: un breve video


I Traumi relazionali sono quelli che noi traumatologi chiamiamo traumi con la “t” minuscola; sono spesso traumi complessi perché ripetuti nel tempo. I nostri clienti raccontano spesso episodi in cui non sono stati abbastanza amati, ascoltati o abbracciati, lamentando il “neglect relazionale”, cioè quella trascuratezza emotiva in cui nessun adulto sano si è preso cura di loro nella loro prima infanzia.

Leggi tutto