Tecniche per la gestione del Dolore

Il dolore  è un fenomeno individuale e soggettivo, utile nel mostrare che qualcosa nel nostro organismo non funziona come dovrebbe. Esso, infatti,   influenza enormemente il nostro benessere, la nostra capacità di affrontare il processo di guarigione e più in generale la vita quotidiana.  Ne consegue che, per quanto possibile, imparare a  gestire e controllare  il dolore che proviamo  è molto importante.  Esistono delle tecniche particolarmente adatte per ottenere questo risultato, quali l’ipnosi, il Training Autogeno e molte altre. Alla base di questi approcci, vi  è la capacità di imparare   come usare la concentrazione e la respirazione profonda finalizzate al rilassamento del corpo. Imparare a rilassarsi richiede molta  pratica, soprattutto quando si soffre, ma è fondamentale essere in grado di allentare la tensione muscolare in tutto il corpo e iniziare a rimuovere l’attenzione dal dolore.

Le tecniche di coping per il dolore cronico iniziano con la respirazione profonda controllata, come segue:

-Il soggetto prova a mettersi in una posizione rilassata e distesa, in un  luogo privo di confusione. Può  chiudere gli occhi o concentrarsi su un punto.

-Quindi inizia a rallentare la respirazione, respirando in modo sempre più profondo. Può accadere che la mente si divaghi in pensieri inutili in quel momento, in questo caso si potrebbe  ad esempio pensare  ad  una parola, come  “Rilassati” e portarla al  ritmo con il proprio respiro usando la sillaba “Ri” mentre si inspira e “lassati” quando si  espira.

-Questa respirazione controllata va ripetuta per  2-3 minuti.

-Nel momento in cui si iniziano a sentire la concentrazione e il rilassamento , si possono iniziare ad utilizzare  le tecniche d’immaginazione.

L’immaginazione assume un ruolo importante nella gestione del dolore e non solo, è fondamentale per arrivare a spostare la propria attenzione e modificare una determinata percezione. Le immagini,  in questo caso, sono sinonimo delle rappresentazioni,  quindi non ci riferiamo solamente all’area visiva ma a tutte le aree sensoriali. Abbiamo infatti, immagini sonore, cenestesiche ecc…, ed anche il calore e la pesantezza sono considerate delle immagini. In particolar modo vengono individuate undici immagini specifiche per il controllo del dolore cronico, quali:

Messa a fuoco alterata
Questa tecnica consiste nel focalizzare la propria  attenzione su qualsiasi  parte del corpo  non dolorosa  (mano, piede, ecc.)  fino ad arrivare a modificare  la sensazione in quella specifica  area. Ad esempio, immaginare che la propria mano si scaldi, questo distoglierà la mente dal concentrarsi sulla fonte del  dolore, come  ad esempio potrebbe essere un mal di schiena.

Dissociazione
Questa tecnica  implica la separazione mentale della parte del corpo dolorante  dal resto del corpo, o l’immaginare il corpo e la mente come separati, con il dolore cronico distante dalla mente. Ad esempio, si potrebbe immaginare  che il mal di schiena sia  seduto su una sedia dall’altra parte della stanza, chiedendogli di rimanere là seduto, lontano dalla  mente.

Scissione sensoriale
Questa tecnica prevede la divisione della sensazione (dolore, bruciore, formicolio) in parti separate. Ad esempio, se il dolore alle gambe o alla schiena porta a provare anche  la sensazione di calore, sarebbe utile concentrarsi  solo sulla sensazione del calore e non sul dolore.

Anestesia mentale
Questa tecnica  comporta l’immaginazione di un’iniezione di anestetico paralizzante nell’area dolorosa. O immaginare ad esempio  un impacco di ghiaccio  rinfrescante  che venga posizionato nell’area del dolore. Alleviandone così la sensazione.

Analgesia mentale
Basandosi sul concetto di anestesia mentale, questa tecnica è molto simile a quella precedentemente descritta. Offrendo come  alternativa, quella di  immaginare che il  cervello produca un’enorme quantità di endorfine, che  fluiscono  verso le parti dolorose del corpo alleviando naturalmente il dolore.

Trasferimento
Questa tecnica prevede la produzione,  tramite l’immaginazione, di nuove sensazioni,  come  il calore e il  freddo su una zona del corpo scelta, ad esempio la mano. Successivamente è possibile posizionare la mano nella zona dolorante immaginando che la sensazione piacevole di calore o freddo si trasferisca nell’ area dolorosa.

Progressione / regressione dell’età
Questa tecnica si basa  sulla proiezione di se stessi in  avanti o indietro nel tempo, in un periodo nel quale non si vive alcun  dolore o in misura minore. Quindi è importante istruire se stessi  ad agire “come se” questa immagine fosse vera.

Immagini simboliche
 In questo caso si propone di immaginare un simbolo che rappresenti il  dolore cronico, come un rumore forte e irritante. A questo punto è possibile  immaginare di  ridurre gradualmente le qualità irritanti di questo simbolo, ad esempio ridurre il volume del rumore,  così da ridurre anche la sensazione di  dolore.

Immagini positive
Focalizzare  la propria attenzione su un luogo piacevole come, la spiaggia, le montagne, ecc. –  un luogo nel quale ci si potrebbe sentire spensierati, sicuri e rilassati.

Conteggio
Il conteggio silenzioso è un buon modo per affrontare episodi dolorosi. Ad esempio contando i respiri o  semplicemente evocare immagini mentali e successivamente contarle. Un ottimo strumento  di spostamento dell’attenzione immediato.

Movimento del dolore
Spostare il dolore cronico da un’area del corpo ad un’altra, dove questo  è più facile da affrontare. Ad esempio, spostare  il mal di schiena cronico,  lentamente,  nella  mano, o addirittura fuori dalla  mano, nell’ aria.

L’allenamento e la pratica costante sono molto importanti per vedere effetti più evidenti nella riduzione del dolore e,  soprattutto perché abbiano una durata maggiore nel tempo. Iniziare queste pratiche non è sempre molto semplice, è naturale, inizialmente, non riuscire ad avere il pieno controllo dei propri pensieri e della propria mente, in particolar modo  nel mantenimento di uno stato di rilassamento profondo, è per questo che è necessaria la presenza di un professionista che, come un allenatore, permette di fare assieme una pratica guidata . L’obiettivo però, è quello di arrivare ad un’ autogestione e auto rilassamento che il soggetto ormai esperto può indurre da solo a se stesso. La costanza e la pratica permettono di raggiungere questo effetto, così da poter attuare un maggior controllo nella possibilità di alleviare quotidianamente il dolore cronico e i suoi effetti.

fonti: – https://www.spine-health.com/conditions/chronic-pain/11-chronic-pain-control-techniques

-Bernt H. hoffmann, Manuale di Training Autogeno, Astrolabio, Roma